Chi e’ in realta’  Marco Ferrante ? Aziende in forte perdita …

Personaggio molto difficile da inquadrare. Il Marco Ferrante calciatore in campo dava anima e corpo per la propria squadra, non proprio un vero idolo, ma molto amato dalle curve e da tutti i tifosi che lo hanno visto indossare la casacca della propria squadra del cuore.Il Marco Ferrante imprenditore ?

In un’intervista uscita sul portale tuttomercatoweb datata 15 Aprile 2008 dopo aver rifiutato squadre estere, alla domanda del giornalista:”E nel suo futuro, si vede allenatore? Rispose:”“Senza dubbio rimarro’ nel mondo del calcio, ma non come allenatore . E’ un mestiere cui non mi sento adatto. (Ma come Signor Ferrante … non e’ lei che impostava gli undici della squadra biancorossa e scegliendo con cura i “propri” sapendo in partenza che non era un ruolo a lei adatto ??? ) … Ho un progetto in atto, ma al momento non voglio dire altro. Piu’ avanti se ne sapra’  di piu’. Forse il dirigente, non lo so…” ( ahh ecco Sig. Ferrante, sceglieva la formazione biancorossa in veste di dirigente ) … altri aspetti che combaciano e si incastrano alla perfezione con le sue due societa’  (*)guarda caso istituite fresche fresche poco prima di prendere incarico all’Ac Monza Brianza 1912 S.p.A. Nulla di trascendentale se la osserviamo nell’ottica imprenditoriale, ma rimangono oscuri molti aspetti se analizziamo tutto il suo operato “ombra” … Dalla richiesta di Clarence Seedorf di entrare a far parte del gruppo di investimento, al capo indiscusso del comitato tecnico e alle scelte di esso per tutte le partite fin qui disputate …

Analizzando a fondo ogni partecipazione fra le società di Clarence Seedorf ci siamo accorti che esiste una vera e propria coalizzazione, o meglio persone a capo di aziende specifiche nei settori della costruzione, progettazione edile e tutto quello che concerne la possibilità di costruire “l’ipotetica cittadella dello Sport” in famiglia spartendosi tutti i compiti per essere completamente autonomi sia nella idealizzazione, costruzione e gestione. Nessuna società a competenza calcistica nei loro oggetti sociali, solo business imperniato sull’asse giocatori=procuratore (Ferrante) e aziende dedite solamente alla costruzione edilizia e la loro progettazione. Questo si può ipotizzare il vero progetto di Seedorf, come lui stesso ha sempre citato e riferito, almeno in questo bisogna darli il merito dell’onestà:”Il progetto è basato sui giovani, farli crescere vendendoli per poi far guadagnare gli investitori. Per tanto non importa la collocazione dell’Ac Monza Brianza 1912 Spa, ovvero  se in prima o seconda divisione, anzi è meglio in seconda divisione, meno clamore, meno soldi da investire e molto altro ancora. Questo è il vero progetto. (Questo lo spiegheremo dettagliatamente nel prossimo articolo)

Il Progetto Integrato Igea della Fisiokinetic (non Isokinetic)

L’acquisto di De Petrillo non ha radici legate alla gestione sportiva del Monza Calcio, o meglio questo aspetto rappresenta solo il 5%, il vero motivo per cui l’ex allenatore biancorosso è stato chiamato alla corte di Re Clarence Seedorf lo scoprirete leggendo  questo articolo.  Il patron voleva, per poter richiedere nuovi finanziamenti da parte dei suoi soci, fare “proprio” il Progetto Integrato Igea della Fisiokinetic (sito internet progetto igea ). Esso era un programma di ricerca avviato  a Pisa che aveva come obiettivo primario il monitoraggio e il mantenimento dell’integrità della salute dei giovani calciatori del Settore Giovanile del Pisa Calcio, attraverso una raccolta di dati, effettuata avvalendosi di vari strumenti valutativi. Questa mission, fortemente voluta dagli allora Responsabili del Settore Giovanile del Pisa Calcio, Stefano Sbrana e Alessio De Petrillo, aveva trovato una sua immediata realizzazione con le idee degli allora coordinatori dello staff sanitario, i Dottori Giuseppe Lioci, Giovanni Santarelli e Simone Casarosa. Il progetto su base monzese non doveva (dovrà? in questo momento è ancora in fase di evoluzione) essere un centro attrezzato per la cura e la riabilitazione di atleti infortunati ma per la prevenzione degli infortuni. E non (era) sarà grande: prima il progetto prevedeva l’iniziale inserimento del centro negli spazi adiacenti la sala stampa del Brianteo in attesa di realizzare una nuova struttura; poi, causa la perdita d’esercizio di 3 milioni e 250mila euro, il progetto è stato ridimensionato e dunque verrà avviato in piccolo nei magazzini di Monzello. A nota di margine e per rappresentare la completezza dell’informazione fu rivolta la domanda all’ex AD del Monza M. Rossi sul perchè della scelta di De Petrillo. In prima istanza fece delle minacce verbali sulla possibile divulgazione di questo progetto, poi attuò la linea soft.

Nella scelta di De Petrillo come tecnico della Prima Squadra ha avuto peso il fatto che ha lavorato con il progetto Fisiokinetic? “Non lo sapevamo neppure, però è molto meglio visti i nostri propositi futuri”.

Il nostro lavoro su Marco Ferrante è ancora incompleto, stiamo incrociando ogni persona e analizzando ogni società e i loro relativi bilanci. Il vero ruolo di Ferrante nelle società di Clerence Seedorf è ancora per molti versi oscuro e celato da molte scatole cinesi. Posso solo dirvi che ogni decisione tecnica è presa dal questo signore e dal suo compagno di avventure Odisio Marco. L’inserimento degli 11 in campo passa al vaglio (imprenditoriale), essi decidono in armonia con il patron Seedorf i contratti dei giocatori e loro relativo futuro. Il noto progetto giovani portato a Monza a margine del reale motivo dell’insediamento è imperniato tutto nella società di Marco Ferrante. Valorizzare i giovani, fra questyi scegliere i più bravi, metterli subito a contratto con la società di Ferrante e venderli al miglior offerente, senza passare dal via, ovvero dalla prima squadra. Insomma un vero e proprio business al contrario, visto le forti  perdite sia dell’Ac Monza Brianza che delle due società di Marco Ferrante.

Non mi dilungherò molto nell’esporre i concetti, mi limito ad allegare, dopo un lavoro certosino i documenti fiscali delle due società del Gruppo Ferrante, riservandomi la facoltà di dirvi che il lavoro svolto  rappresenta  solo il 10%, manca ancora tutta la documentazione delle sue partecipazioni nelle aziende di Clarence Seedorf, lavoro che sto svolgendo e concludendo.

Queste le due società del gruppo FERRANTE.

Qui trovate tutti i documenti fiscali del GRUPPO FERRANTE. Premi qui

(*) Il lavoro per arrivare alla verità è ancora lungo, chiedo scusa se anche questo articolo può ancora risultare incompleto, ma sono solo e faccio tutto quello che posso. Il lavoro è tantissimo: bisogna incrociare ogni persona che partecipi, trovare l’azienda, esaminarne i bilanci e trovare le corrispondenze. Sacrifico ogni minuto del mio tempo libero, sottraendo tempo prezioso ai miei affetti pur di arrivare a questa verità. Non sono un giornalista e non ho la pretesa di esserlo e non voglio nemmeno diventarlo in futuro, ho il mio lavoro che amo e la mia società; ma bisogna colmare questo vuoto mediatico. Sia i giornali locali che le testate online in questi due anni non hanno fatto, alzato un dito per arrivare alla verità, anzi l’hanno volutamente nascosta. Non voglio entrare in merito al perchè di questo silenzio, anche se oramai è risaputo, ma bisogna cercarla questa verità ed esporla, solo in questo modo si riuscirà a debellare il marcio dai nostri amati colori.

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Il progetto giovani di Clarence Seedorf … e la risposta dei tifosi …

Guardiamo tutti il video e  in coro cantiam:” Capra …  Capra …  Capra …  Capra …  Capra …  Capra …  Capra … ” …

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Siamo in Prima divisione … adesso è tutto risolto …

Si è tutto è stato appianato … siamo in prima divisione. Ora si penserà agli acquisti … all’abbonamento … ad andare allo stadio … perchè tutto è stato azzerato … tutto è come prima … i giornali e i portali incominceranno le loro veline … l’acquisto all’ultimo minuto … la domenica di Clarence … va tutto bene … gli allenamenti procedono per il meglio … Motta è felice … e chi più ne ha più ne metta … tanto oramai a questo punto … cosa ci manca? Si dice che quello che non ammazza ingrassa … siamo tutti obesi allora … beviamo e mangiamo tante di quelle cazzate che ci forniscono ogni giorno … che ci stupiamo solo del contrario e cioè quando gli articoli “degli illuminati” finiscono … povero Monza mi fai pena …

Edoardo Bennato

Permettete una parola, io non sono mai andato a scuola e fra gente importante, io che non valgo niente forse non dovrei neanche parlare,
Ma dopo quanto avete detto, io non posso più stare zitto e perciò prima che mi possiate fermare devo urlare, e gridare, io lo devo avvisare, di alzarsi e scappare anche se si sente male, che se si vuole salvare, deve subito scappare
Al congresso sono tanti, dotti, medici e sapienti, per parlare, giudicare, valutare e provvedere, e trovare dei rimedi, per il giovane in questione.

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Campagna abbonamenti Ac Monza Brianza 1912 S.p.A. 2011/2012

Campagna abbonamenti Ac Monza Brianza 1912 spa 2011/2012Adesso vorrei vedere tutte le persone che l’anno scorso fecero l’abbonamento al Calcio Monza adducendo:”viene prima la squadra, la fede e altro … (è vero la fede non si tocca ma a volte ti mette le fette di salame sugli occhi)” … cosa faranno adesso … Daranno ancora fiducia a Re Clarence Seedorf o non sborseranno più un euro per lui ?

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IL MONZA E IL CONTESTO CALCISTICO ITALIANO NEGLI ANNI VENTI E TRENTA (II PARTE)

IL MONZA E IL CONTESTO CALCISTICO ITALIANO NEGLI ANNI VENTI E  TRENTA   (II  PARTE)
Nella precedente puntata sulla storia del Monza calcio, dicevamo che volevamo gettare uno sguardo sulla città che negli anni Venti e Trenta accoglieva la squadra, e conoscere meglio i luoghi ai quali il calcio monzese apparteneva, perché allora le società calcistiche erano davvero  ben inserite nelle città  nelle quali nascevano. Perché non iniziamo a conoscere la città di Monza fin dagli esordi della sua squadra, e quindi fin dal 1912? Iniziamo questo viaggio nel tempo.  La scoperta che facciamo è notevolmente interessante: nel 1912 Monza faceva parte degli otto centri più industrializzati d’Italia. Un primato importante!
Lavorazione del cotone, meccanica e cappellifici erano le attività prevalenti. Durante la Prima Guerra Mondiale Monza perse 600 dei suoi figli, ma non perse la volontà di rinascere, per cui negli anni Venti e Trenta questa città incrementava sempre di più una produzione già florida prima della nefasta interruzione bellica. Nel 1922 fu ultimato il tracciato motoristico e presero il via le gare, attirando a Monza un’attenzione di livello internazionale. Rimanendo in ambito sportivo è doveroso  ricordare che, attualmente in Viale Battisti 30 sussiste tuttora lo storico centro sportivo “Società Ginnastica Monzese FORTI E LIBERI”, data di fondazione: 1878. Indubbiamente Monza è resa ancora più affascinante dal suo Parco, ed è stupenda anche la Reggia. Sia la Reggia sia il Parco non furono molto amati dai sovrani d’Italia, poiché proprio a Monza era stato ucciso in un attentato il re  Umberto I di Savoia. A poco a poco i sovrani diedero ordine di far arrivare i preziosi mobili della dimora reale non solo a Roma, ma anche a varie ambasciate all’estero, per cui oggigiorno sarebbe impossibile arredare di nuovo questa dimora tristemente disadorna. Per quanto riguarda il Parco, negli anni Venti, vaste aree furono date in concessione per la costruzione di impianti sportivi: nella parte nord furono costruiti l’autodromo e l’ippodromo (oggi non più esistente). Nel 1928 fu creato il campo da golf, vicino all’autodromo. Quindi è in una delle città più industrializzate d’Italia, in una città in cui pure altri sport sono praticati con risultati anche di altissimo livello, è in una città dinamica, in cui abitano delle persone laboriose, che riescono a far diventare reali tante bellissime idee ed iniziative, è in questa città di notevole importanza, sotto tutti i punti di vista, che il Monza  continua a mantenere viva   la passione per il calcio.
Nel Settembre del 1932 i dirigenti del Monza desiderano festeggiare i vent’anni della società e organizzano la Coppa del Ventennio. La Falck sconfigge il Fanfulla  nella prima finale 4-2, raggiungendo il terzo posto, tra Monza e Pavia c’è un pareggio 2-2. Con una successiva gara il Monza si aggiudicherà la vittoria, allora non erano ancora previsti i calci di rigore, consentitemi un ‘per fortuna’ come commento. La squadra del Fanfulla la conosciamo già, ma la Falck che squadra era? Era la squadra di calcio dell’azienda ‘Acciaierie Falck’ ed i calciatori venivano scelti tra i lavoratori dell’azienda. Consentitemi un altro commento che non posso sopprimere … questo è vero sport! E fino agli anni Cinquanta e Sessanta molti campioni dell’Atletica leggera e di altri sport si allenavano nelle ore libere … vero sport! Quanto ho ammirato il c.t. dell’Argentina, ai campionati del mondo del 2006 svoltisi in Germania, il validissimo tecnico Josè Peckerman disse ai giornalisti, con molta semplicità, di aver spesso abbinato l’incarico di c.t. della Nazionale argentina al lavoro di tassista … grande Peckerman … ma molti giornalisti, abituati a sontuosi palazzi e a faraonici personaggi, lo derisero.
Ritorniamo a guardarci un po’ attorno, siamo nuovamente negli anni Trenta. Abbiamo parlato del contesto in cui il Monza giocava, della sua intraprendente città e il calcio al di là della città di Monza? Negli anni Trenta Giuseppe Meazza era indubbiamente l’attaccante più forte, vinse con la Nazionale due Rimet, tre scudetti, segnando 220 reti e segnò 33 goal in Nazionale. Non solo a livello italiano era considerato un calciatore eccezionale, anche a livello internazionale era molto conosciuto e apprezzatissimo. Era lombardo, nato nel 1910 non molto lontano da Monza, a Milano, ed il suo nome è legato alla squadra Ambrosiana, che in seguito divenne l’Inter, che tutti conosciamo.
Ed ora con grande passione ed impegno analizziamo, anno dopo anno, i Campionati disputati dal Monza calcio, a decorrere dal I Campionato dopo la guerra, quello del 1919, proseguendo sino al 1935.
Campionato 1919/20: il Monza non accede alla Prima Categoria, come abbiamo già detto, viene sconfitto dalla Trevigliese per 3-2. Il Monza, comunque, vince il girone B di Promozione e accede alle finali che lo promuovono come II classificato.
Campionato 1920/21:  alla fine di questo Campionato  la squadra monzese è IV  nel girone B  del gruppo lombardo di Prima Categoria, Italia settentrionale.
Ricordiamo che alla fine di un Campionato straboccante di squadre e con un’organizzazione di livello nazionale  che faticava  ad imporsi nei confronti dei Comitati Regionali, la squadra campione d’Italia del 1921 fu la Pro Vercelli. Il ‘Progetto POZZO’, inizialmente respinto, viene subito ritenuto valido soprattutto dalle squadre maggiori.
Campionato 1921/22: il Monza è II nel girone A lombardo di Prima Categoria e purtroppo non viene ammesso alla nuova Prima Divisione.
Abbiamo già brevemente accennato a tutti i cambiamenti delle Federazioni calcistiche, ma, sempre per comprendere meglio il contesto in cui il Monza giocava, vale la pena soffermarsi di più.  Anche perché sono cambiamenti di non facile comprensione, gli anni Venti iniziarono in modo davvero caotico, probabilmente le varie Federazioni dell’epoca non avevano previsto che il gioco del calcio in Italia si estendesse così tanto e che moltissime società calcistiche sorgessero rapidamente in tutte le Regioni d’Italia. Il ‘Progetto POZZO’ fu adottato dalle maggiori società e si costituì la  Confederazione Calcistica Italiana con sede a Milano. 24 delle migliori squadre aderirono e anche l’intero girone centro-meridionale ed alcune società minori, queste squadre furono inserite nella   Seconda Divisione
Va ricordato che agli inizi degli anni Venti , la Toscana, una regione che continua tuttora ad essere la più amata dagli inglesi per le sue bellezze artistiche ed anche in virtù di una certa tradizione, grazie ai continui contatti con uomini d’affari inglesi interessati al calcio, aveva delle squadre che iniziavano ad essere davvero notevoli dal punto di vista tecnico. Proprio le squadre toscane ed altre squadre del Nord furono coordinate dalla FIGC, che dovette organizzare un Campionato per ben 47 squadre, il Campionato 1921/22 fu di difficile gestione. Con il compromesso Colombo (Emilio Colombo era Direttore della Gazzetta dello Sport), regolamento emanato il 22 giugno 1922, il Campionato 1922/23 fu organizzato sulla base di 36 squadre, suddivise in tre gironi  di livello nazionale gestiti dalla Lega Nord, mentre nel meridione la Lega Sud  gestiva i tradizionali campionati regionali. Si configurò subito come una stagione transitoria, secondo il ‘Progetto POZZO’ le squadre dovevano ridursi a 24.
Campionato 1922/23: il Monza conclude questo Campionato piazzandosi VI nella Seconda Divisione Nord, vincendo le partite di spareggio con il Chiasso e la ‘Canottieri Lecco’.
Alla fine dei Campionati 1923/24-1924/25-1925/26 il Monza rimane nella Seconda Divisione Nord, piazzandosi rispettivamente IV, VI, X.
Con il Campionato 1926/27 il Monza raggiunge il primo posto nella Seconda Divisione e viene promosso in Prima Divisione.
Va ricordato che nel 1926 la CARTA DI VIAREGGIO aveva ulteriormente riformato il calcio italiano: fu creato il Campionato di Divisione Nazionale, al quale vennero ammesse 17 squadre dell’ex Lega Nord e 3 dell’ex Lega Sud. Il Campionato di Prima Divisione (che prima del 1926 era il Campionato di massima serie), diventò il secondo livello, quello di Seconda Divisione divenne il terzo livello. Per cui nel 1927 il Monza era nella Prima Divisione, che corrispondeva al II livello.
Campionato 1927/28: il Monza è VI nel girone B della Prima Divisione.
Campionato 1928/29: il Monza è VII  nel girone B della Prima Divisione.
Campionato 1929/30: il Monza è IV nel girone B della Prima Divisione.
Nel 1928 ci fu il tracollo di molte società del Sud, spazzate via soprattutto da problemi finanziari, fece eccezione la Puglia, che anche grazie alla sua privilegiata posizione geografica, non ebbe grossi problemi.
Fino al Campionato 1928/29 la Prima Divisione fu un Campionato di II livello. L’anno seguente furono istituiti i gironi unici di serie A e di serie B e la Prima Divisione divenne un Campionato di III livello.
Nei Campionati 1930/31-1931/32 troviamo il Monza rispettivamente nel girone B della Prima Divisione al IV posto e nel girone C al VII posto.
Avevamo deciso di seguire il Monza fino al 1935.
Campionato 1932/33: XII nel girone A della Prima Divisione.
Campionato 1933/34: I nel girone B della Prima Divisione.
Campionato 1934/35: III nel girone B  della Prima Divisione.
Vi dò appuntamento al … 1936.
In conclusione le consuete curiosità.
Durante i Campionati Mondiali di  Calcio del 2006, in Germania alcuni impianti sportivi sono stati dotati di pannelli fotovoltaici. Sull’Exhibition Center del WestfalenStadion di Dortmund sono stati montati pannelli che produrranno all’anno  550.000  KWh. Tutti gli impianti sportivi sono stati attrezzati per il recupero dell’acqua piovana al fine di irrigare il campo da gioco e per altre utilizzazioni.
Meditiamo …
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La storia del Calcio Monza di Daniela Asaro Romanoff (I PARTE)

IL MONZA E IL CONTESTO CALCISTICO ITALIANO NEGLI ANNI  VENTI E TRENTA (I PARTE)
In questo nostro percorso attraverso gli anni, seguendo con attenzione la squadra del Monza, è logico incontrare anche altre squadre di calcio, e i loro nomi spesso ora fanno parte della storia del calcio, oppure talune società calcistiche sono ancora vitali, come il Genoa, prima squadra ad essere fondata in Italia.
Ci eravamo lasciati nel 1919, con il Monza impegnato a raggiungere la Prima Categoria (la serie A dell’epoca), non fu possibile a causa di una sconfitta subita, giocando lo spareggio contro la Trevigliese. L’anno dopo il Monza si ritrova comunque  nella tanto desiderata Prima Categoria, ammesso di diritto. Purtroppo quel Campionato ha un esito sfortunato, la squadra rimane all’ultimo posto nel girone eliminatorio, senza aver conseguito punti utili, le reti subite sono 18 e 2 i goal realizzati contro squadre di tutto rispetto: il Milan e la Pro Patria.
Nel 1922 la società decide di partecipare al Campionato organizzato dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio. Finora avevamo conosciuto la FGNI e la FIF ed ora incontriamo una Federazione per noi nuova, difatti da alcuni cambiamenti a livello di Federazioni , iniziati  nel 1921, nasce la Federazione Italiana Giuoco Calcio. Il Campionato Italiano di Prima Categoria,  che veniva disputato nei primi anni del  Novecento da alcune squadre  dell’Italia nord-occidentale, alla fine del 1920,era giunto ad avere come iscritte effettive  ben 88 squadre. Ovviamente le formazioni che avevano conseguito più vittorie volevano un torneo che le raggruppasse, fu escogitato per loro un Campionato, ma le altre squadre lo respinsero.
Le squadre più forti costituirono un’associazione privata: la CCI. Possiamo definire il 1922 come un anno di transizione, finalmente poi si giunse ad un accordo, consapevoli che un Campionato con troppe squadre era abbastanza difficile da organizzare e non era neppure accettabile che si costituissero delle associazioni private. I dirigenti federali  si accordarono per una riunificazione del Campionato, adottando una formula  ideata da Vittorio POZZO, grande personaggio del calcio italiano, del quale avremo modo di parlare in seguito. Finalmente, quindi, nel 1922, coordinato dalla FIGC, nacque un Campionato di calcio italiano ben organizzato: due gironi di 12 squadre ciascuno, gestiti da un organismo sportivo, denominato Lega Nord. Al Sud si continuava con il meccanismo di quando esisteva la Prima Categoria, c’erano quindi dei Campionati locali, organizzati dai Comitati regionali, coordinati da un organismo denominato Lega Sud. Una finalissima avrebbe messo di fronte i vincitori del Nord  e quelli del Sud, assegnando il titolo di Campione d’Italia. Questa formula ebbe vita breve, durò fino al 1926. In quegli anni le squadre che vinsero il titolo furono:
1923  GENOA
1924    GENOA
1925    BOLOGNA
1926    JUVENTUS
Nel 1926 fu istituito, come era avvenuto molto tempo prima in Inghilterra un Campionato Nazionale. Le migliori società del Nord e del Sud furono promosse nel nuovo torneo della Divisione Nazionale. La Prima Divisione continuò a sussistere, ma non essendoci più lo scudetto in palio, rappresentò il secondo livello del Campionato italiano. Con il passare degli anni l’ ‘antica’  Prima Divisione fu ulteriormente declassata. Dal 1930 in poi furono avviati i Campionati di serie A e di serie B, dal 1936 il Campionato di serie C. Penso che questo excursus tra Federazioni, organizzazioni, ecc. sia stato necessario per comprendere in quale contesto avvenivano le partite disputate dal Monza. Proprio come conseguenza della riforma Campionato nel 1923 il Monza è ammesso al Campionato di Seconda divisione, in questa categoria il Monza rimase fino al 1927, in tale anno la squadra ottiene la promozione alla Prima Divisione. E’ interessante sapere che nel 1928 i colori sociali vengono cambiati, sono scelti due colori predominanti: il bianco e il rosso.
Citando una frase di Giuseppe VERDERIO, cassiere del Monza dal 1917 al 1966 “allora, qui in zona, erano solo il Monza e la Pro Lissone a tenere banco”, ci inoltriamo  negli anni Trenta, tenendo presente che, dagli anni Trenta agli anni Cinquanta, il Monza rimane stabilmente nel Campionato di Prima Divisione, dal 1936 diventa Campionato di serie C. A quell’epoca le squadre erano molto ben inserite nelle rispettive città, i calciatori, i dirigenti erano gente tra la gente, e quindi guardiamoci attorno, cerchiamo di conoscere com’era la città di Monza negli anni Venti e Trenta. Allora la città era molto conosciuta per il suo Autodromo ( il secondo al mondo ad essere predisposto per le corse di vetture). Anche adesso continua ad essere così, saremmo dei bugiardi se dicessimo il contrario e, spero, che questa storia del Monza calcio  venga apprezzata anche per l’onestà di pensiero e la schiettezza, talvolta, nell’esprimere delle opinioni. Comunque molti splendidi risultati sportivi esulano dall’Autodromo e sono conosciuti in tutta Italia, ed anche in altri Paesi, del Monza calcio si dice che sia un grande serbatoio di talenti, utilissimi a tanti club di serie A e alla Nazionale, quindi noi tutti speriamo vivamente che il Monza riesca ad ottenere sempre più frequentemente risultati all’altezza delle sue capacità.
In attesa del prossimo appuntamento con il percorso della nostra squadra, non posso lasciarvi senza qualche curiosità calcistica e scientifica, e sarei ben contenta se questi fossero degli spunti da ampliare e approfondire per i  tutti i lettori interessati.
Sapevate che il calcio storico fiorentino veniva chiamato ‘calcio in livrea’? Dai Greci un gioco molto simile a quello del calcio attuale  veniva definito ‘Sferomachia’, i Romani adottarono questo gioco e lo chiamarono ‘Harpastum’, che significa ‘strappare a forza’, veniva giocato su terreni sabbiosi e si doveva attenersi a regole molto precise. Era praticato prevalentemente dai legionari, ma anche tanti cittadini si suddividevano in squadre e giocavano. Era un gioco molto aspro era ammessa anche la ‘lotta libera’ per il possesso della palla, si diceva che tale gioco, così duro, temprasse  lo spirito, sviluppando il corpo dei legionari e anche quello dei comuni cittadini.  Epoche e civiltà diverse e c’è sempre questo desiderio di giocare con un corpo sferico, utilizzando i propri piedi, nelle prossime puntate parleremo degli Atzechi.
Ed esiste in natura un corpo sferico, che per struttura assomigli al pallone di calcio attualmente adoperato? Certamente, Harold Kroto, a cui fu assegnato il premio Nobel per la Chimica nel 1996, assieme a Robert Curt e a Richard Smalley, scoprì FULLERENI, molecole di carbonio allo stato puro come il diamante e la grafite. Le molecole di fullerene sono composte da 60 fino a 100 atomi di carbonio e il fullerene 60 ha una struttura uguale a quella di un pallone di calcio: un poliedro con 20 facce esagonali e 12 pentagonali. Davvero incredibile!
Daniela Asaro Romanoff
Continua …
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GRAZIE MONZA di Alberto Bertolini — Amarcord Sportmonza.com —

Domenica 17 giugno 2007 a Pisa abbiamo perso la seconda finale play-off consecutiva. A differenza della passata stagione, però, quest’anno la serie B era alla nostra portata, o perlomeno, io ero convinto di fare il grande salto. La delusione, pertanto, è stata decisamente maggiore. Non aver giocato questi play-off (meglio, aver giocato 15 minuti senza toccare palla) ha aumentato sicuramente in me il rammarico, e il rimorso, di non essere stato protagonista in queste finali. Maledetta sfortuna!!!
I 15 minuti di Pisa sono stati per me, come molti di voi forse già sapranno, gli ultimi in maglia biancorossa. Nonostante qualche incontro con la società, non abbiamo trovato un accordo per il rinnovo del mio contratto (in scadenza a giugno). Fino a due mesi fa non pensavo assolutamente di lasciare Monza, ma il mio lavoro a volte riserva delle sorprese. L’anno prossimo giocherò nella Lucchese, società ambiziosa che non nasconde di puntare al salto di categoria (come me, del resto). In questi giorni sto traslocando: da Arcore me ne torno a Delebio, nella mia Valtellina. Mai avrei pensato di ricevere tante manifestazioni d’affetto. La cosa in parte, paradossalmente, mi dispiace (vedere tifosi e amici che piangono non è mai bello), dall’altra mi riempie d’orgoglio, perché significa che qualcosa di positivo, in campo e fuori, ho trasmesso. La lista dei ringraziamenti sarebbe molto lunga ed articolata.
Per evitare di dimenticare qualcuno ringrazio, per tutti, il presidente Begnini e la sua famiglia, proprio perché tutte le persone con cui mi sono relazionato mi hanno insegnato qualcosa, dal dottore al mister, dai giornalisti al magazziniere, dal compagni di squadra ai tifosi. Una menzione particolare, però concedetemela: ringrazio Dino, il segretario dell’A.C. Monza Brianza, con il quale, più che un rapporto di collaborazione, ho instaurato una vera amicizia. In questi due anni non ci sono stati solo sorrisi. Ad esempio, sapere, ad inizio anno, di non rientrare nei piani dell’allenatore è stato un duro colpo per me, ma l’impegno quotidiano in allenamento ha prevalso e mi ha permesso di tornare protagonista nel girone di ritorno. L’emozione più grande è stata sicuramente la doppietta realizzata sotto la Pieri nella semifinale di ritorno dei play-off dello scorso anno col Pavia….mi vengono i brividi solo a pensarci!
Potrei stare a scrivere e a raccontare aneddoti ed episodi per ore. A molti, magari ora che non sono più un giocatore del Monza, potrebbero non interessare. Li custodirò quindi gelosamente e li porterò con me per sempre. Grazie Monza. E scusate se è mancata la ciliegina della serie B.
Un abbraccio caloroso a tutti i tifosi.
Bebe

Qui il link dell’articolo

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Chi e’ in realta’  Marco Ferrante ? Lunedì 22 Agosto lo saprete …

Lunedì 22 Agosto pubblicheremo l’articolo-inchiesta sull’imprenditore Marco Ferrante secondo in carica di Clarence Seedorf governatore indiscusso e causa dell’imminente fallimento societario dell’Ac Monza Brianza.

Abbiamo analizzato e scoperto il “vero” perchè di De Petrillo al Monza e della “strana”  concomitanza della chiamata di Clarence Seedorf e le aperture delle due societa’, a lui intestate aventi come attività :

1) Agenzie ed agenti o procuratori per lo spettacolo e lo sport

2) Compravendita di beni immobili effettuata su beni propri (Sviluppo di progetti immobiliari senza costruzione)

Lunedì 22 Agosto lo saprete …

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Caro Sebamaior …

Caro Sebamaior, La ringrazio per le precise ed esatte puntualizzazioni, posso utilizzare “la grammatica” in un modo non corretto e chiedo scusa per questo, ma vorrei solo farle comprendere un mio concetto perché possa capire il mio scritto fino in fondo.

In questi due anni la stampa locale, tutta  è stata immobile. Il termine solo se avessero voluto … avrebbero potuto cambiare le sorti di questa squadra. Confermo e lo sottoscrivo era possibile con interventi mirati, interviste, ricerca della verità … i signori della stanza dei bottoni quanto meno non erano in grado di agire indisturbati … così come hanno fatto fino ad ora … poi è ovvio, ed è palese che i risultati sul campo appartengono allo sport … ma sono comunque “figli” della gestione societaria …

Lavoro in una tv da molti anni e conosco a menadito “vizi e virtù” del mondo dell’informazione, pertanto, mi creda la stampa può fare molto, anzi moltissimo … se solo avesse il minimo tornaconto …

Concludo puntualizzando, perchè noto che dalle sue affermazioni nel suo intervento  non ha capito un altro passaggio del mio scritto: non condivido e ritengo inqualificabile ogni comportamento perpetrato sia dalla Stampa locale e dai portali internet. I primi possono quanto meno utilizzare un alibi a loro favore, gli altri no. Entrambi sono comportamenti indegni e scandalosi, ma i portali, quelli che non hanno l’obbligo di fare profitto (monza-news.it in primis) dovevano fare di più per tutti i lettori e tifosi, ed è qui che condivido il suo pensiero.

Mi permetto di darle un consiglio da”analfabeta navigato”. Su quel forum non è possibile discutere civilmente se si denuncia come ha fatto lei giustamente e civilmente la casta di Monza-news.it . Si renderà presto conto che tenteranno di screditarla fino all’inverosimile perchè negheranno anche l’evidenza dei fatti, pur di far passare il loro “casto e puro pseudo-servile-giornalismo” … E’ solo una profonda amarezza. Non cada nelle loro provocazioni perchè farebbe il loro stesso gioco.

Mi auguro che Lei continui a raccontare fatti inediti perchè a Monza si ha solo bisogno di verità per poter continuare ancora a credere.

Se vuole contattarmi . pgeuropaspace@gmail.com 366 3400774

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Risus abundat in ore stultorum

Risus abundat in ore stultorum … perchè da sempre i poco intelligenti non si rendono conto dei problemi e sorridono sempre …

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